Il Libro delle Mani degli Artigiani

Un nonno che collezionava oggetti trovati qua e là, una nonna appassionata di meccanica e lavori domestici (quelli di manutenzione!), un paio di falegnami, un tornitore, un padre dedito al bricolage quando ancora non era di moda. Se è vero che la mela non cade mai troppo lontano dall’albero era vana la speranza dei miei genitori di vedermi diventare avvocato.

Il team di Brevimano lavora per creare una rete di artigiani e favorire il contatto tra vecchie e nuove generazioni e a questo scopo raccoglie e diffonde storie di artigiani. Potete leggere per intero la mia sulla loro pagina facebook!

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Come si riconosce un restauratore?

cantiere iconostasi (8)Nonostante le difficoltà burocratiche e legislative nel farsi riconoscere i restauratori hanno indubbiamente una loro identità brillantemente riassunta in questo simpatico (ed assolutamente veritiero!) decalogo stilato da Silvia Conti nel suo blog.

1 – Il restauratore è un animale sociale, migratore, tendenzialmente nomade. Nidifica nelle chiese, nei musei, nelle biblioteche e nei palazzi storici. Il suo motto, a seconda della specializzazione; dove c’è un ponteggio, c’è casa! Dove c’è polvere c’è storia! Dove ci sono solventi c’è amore!

 2 – Il restauratore in una mostra d’arte guarda il restauro e non le opere, lo potrete notare quando, con aria indifferente allunga il collo a destra e sinistra per capire se riesce a intuire com’è fatta la parchettatura di una tavola dipinta. Oppure cerca di vedere l’opera da punti del tutto inadeguati a godersi la vista, tipo a luce radente per valutare le stuccature e gli eventuali difetti di adesione.

3 – Il restauratore ama gli animali, forse per questo ha una certa eleganza nella sua apparente sciatteria, vi capiterà infatti di notare tra le tute un tempo bianche ed i pile stratificati, emergere un unghia laccata o un filo di trucco. E, fuori dai panni da cantiere, potreste non riconoscerlo affatto!

 4 – Il restauratore in cantiere, eccetto le scarpe antinfortunistiche, veste Decathlon! Detto fra noi quella famosa catena di abbigliamento sportivo farebbe bene a sponsorizzare dei restauri, visto la portata della pubblicità indiretta di cui gode.

 5 – Il restauratore si adatta a fare quasi tutto, per questo sono ambiti come mariti, mogli o conviventi. Tinteggiano casa, usano il trapano come fosse l’estensione della loro stessa mano, tappano i buchi, ritoccano porte sfregiate, incollano i distaccamenti del pavimento laminato, rimuovono la muffa dalla cantina e qualche vota aggiustano anche le prolunghe elettriche.

 6 – Il restauratore occupa molto spazio, normalmente ha un armadio di abiti civili, due di abiti da lavoro e … tutto il resto della casa, garage, cantine e solai sono occupati dal suo eterogeneo materiale da lavoro. Per questo, dopo essere stati ambiti come mogli, mariti, conviventi, (di cui al punto 5) diventano “invasivi”.

  7 – Il restauratore ricicla tutto, stracci, vecchi abiti, vasetti dello yogurt, boccette di vetro, vasetti, viti, lame. Ma il top di gamma resta il tappo del secchio, sottratto con inganno all’imbianchino, per farne una tavolozza! Chi non l’ha visto almeno una volta, alzi la mano!

 8 – Il restauratore riesce a caricare in macchina qualsiasi cosa. Anche quando è vuota, potrete trovare nell’auto del restauratore oggetti inconsueti, tipo tenaglie, poggia mano, pennelli, scarpe antinfortunistiche, bisturi e guanti

 9 – Il restauratore ha grande capacità di sopravvivenza. Potrebbe sopravvivere nel deserto, tra i ghiacci o combattere la pestilenza. Poiché le esperienze accumulate in cantieri scomodi, in chiese umide e gelide, in archivi privi di ossigeno ma saturi di batteri e nei campanili infuocati, hanno forgiato la sua natura! Potrebbero essere gli umani del futuro, per via dell’intensa attività dei loro anticorpi, chissà forse per questo la burocrazia stenta a riconoscerli!

 10 – E per finire, il luogo  preferito dal restauratore e dalla restauratrice per lo shopping è … LA FERRAMENTA!!!!

A proposito di tarli…

Tu lo conosci il tarlo? È un termine usato per indicare genericamente i diversi parassiti che infestano i mobili; i più diffusi sono l’anobide e il cerambicida , entrambi eliminabili con il trattamento microonde.
Questi insetti crescono mangiando e muovendosi all’interno del legno per tempi anche molto lunghi prima di manifestarsi (talvoltao per anni), è a questo punto che noi vediamo i buchi sulla superficie dei mobili e il rosume (le “montagnette”di polvere vicino ai fori).

Non bisogna avere esitazioni, appena si scorgono indizi della loro presenza è bene fare una disinfestazione! Leggi di più

Il tarlino, Alessio Sabbadini

Campagna di disinfestazione 2017 aperta

Non si è mai troppo prudenti quando ci si trova a dover affrontare un attacco di insetti xilofagi. Questi piccoli insetti, i famosi “tarli”, lavorano in profondità, al sicuro da occhi indiscreti, così che quando escono in superficie da un piccolo foro sembra che il danno sia minimo. Talvolta, invece, dietro quel foro si celano lunghe gallerie che possono arrivare a svuotre completamente il legno, oltre ad essere ottime tane per le uova di questi insetti.

Cosa si può fare allora? Bisogna tenere controllati i mobili e appena si notano dei fori procedere con la disinfestazione, altrimenti si rischia di ritrovarsi con una vera e propria infestazione che può coinvolgere siai mobili più antichi che quelli moderni.

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